VINCE SOLO CHI È CONVINTO DI POTERLO FARE. NOI CI CREDIAMO!

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17/02/2013

ROCCA DI CAPRILEONE – C’è molta più dignità in una sconfitta che nella più scintillante delle vittorie. Parafrasando Giuseppe Mazzini, una sconfitta ogni tanto può anche far bene. Dopo il ko di Terme Vigliatore con la Ciappazzi, il Rocca di Caprileone si sveglia oggi con “soli” tre punti di vantaggio sull’Igea Virtus, corsara in quel di Torregrotta, e con qualche dubbio in più nella testa. Forse qualcuno si chiederà il perché delle virgolette. In un campionato di questo livello e con questo ritmo incessantemente incalzante, tre punti rimangono comunque un cuscino importante, in primis. Ma, soprattutto, chi ad inizio stagione non avrebbe firmato per ritrovarsi in questa condizione, con “soli” tre punti di vantaggio sulla seconda?

La domanda, direbbe qualcuno, sorge spontanea. La formazione allenata da mister Vicario sta disputando un’annata di livello clamoroso. Sono 52 le reti segnate, una più del Cefalù (anche se con una gara in meno) secondo miglior attacco del torneo. Solo 19 i gol al passivo. La difesa meno perforata del campionato, quella del Sacro Cuore Milazzo, ha incassato solo un gol in meno. Il Rocca di Caprileone è la squadra che ha vinto più di tutti quest’anno e solo l’Igea Virtus ha perso di meno. Sono stati spazzati via tutti i record storici dei leoni a scacchi e nessuno potrà mai cancellare dagli annali tutto questo.

Ma arriviamo al numero chiave, il 21. Ventuno. Un numero enorme se si pensa alla fatica e alle difficoltà che in un campionato duro come quello di Promozione una squadra deve affrontare. Ventuno è il numero che rappresenta i risultati utili consecutivi di una squadra che ha quasi del leggendario. Chi avrebbe mai scommesso un euro su questi numeri e questi traguardi che finora lo staff tecnico, la dirigenza e i calciatori hanno raggiunto?

Ovvio, il Rocca non è una squadra perfetta. Tutti hanno un punto debole. Ma, a differenza degli altri, questa è una squadra, un gruppo di persone che antepone il bene di tutti al proprio. Ed è questo che non deve far scoraggiare tutti coloro che amano e lottano per questi colori, dal presidente ai tifosi. Inutile dire che le prossime sette partite saranno sette finali. Le parole lasciano il tempo che trovano. Il Rocca parla sul campo, sempre e comunque. Un campo che presto coinvolgerà anche il paese, con la riapertura tanto attesa del “nostro” stadio. Questa società, questa squadra, queste persone stanno crescendo insieme. Insieme a tutti.

Anche i grandi a volte cadono. La vera grandezza non risiede nel non cadere mai, risiede nel rialzarsi più forti di prima dopo essere caduti. E il Rocca si rialzerà e tornerà a ruggire, come il re della foresta che rappresenta questa formazione. Dopo aver letto tutto ciò, volete ancora scommettere?

(Francesco Gugliotta)

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