NON MI SONO PERSO NULLA…IO C’ERO

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Capri Leone – La regola numero uno di ogni allenatore è: non fare mai proclami. Così su quel palco di metà estate, in piazza, dirigenti e componente tecnica si sono presentati ai tifosi con l’area speranzosa di fare bene in stagione, senza essere troppo spavaldi per non trovarsi nella traiettoria di un pericoloso boomerang. C’era un gran caldo, il sole era in fase calante e buon numero di calciatori si sono il giorno dopo radunati sul manto verde del Nuovo Comunale. Poche parole, niente convenevoli da primo giorno di scuola, era l’inizio di un durissimo lavoro. Una breve corsa e poi tutti con il pallone a fare esercizi di tecnica. Durante un fondamentale ad un giocatore sfuggì il pallone e malauguratamente per lui perse del tempo a recuperalo: le grida di Pasquale Ferrara rintonarono fino alle tribune. Da qui si svela il segreto di una stagione da incorniciare, di una squadra dominatrice assoluta, una macchina da guerra costruita sugli uomini, sulla tecnica e soprattutto sul sudore. Nella è lasciato al caso e la squadra risponde. Sguardi affossati dalla fatica, muscoli indolenziti e tanta voglia di cominciare prendere a pallonate le porte avversarie. Tutti con un solo obiettivo, un animo comune, rabbia in corpo. Si parte nel segno del quattro, poi una strana battuta d’arresto, si  riprende nuovamente a vincere e poi qualche pareggio regalato qui e la. La squadra rifiata e dietro si rinforzano. Ci pensa Monastra nel fango di Castelbuono a dare lo schiaffo al campionato. E dalla tribuna Mr. Ferrara pensa, quasi, che da sopra la gara si veda meglio, dando un senso ironico ai tanti mesi di squalifica. Alla fine una scazzottata tra amici e un naso rotto serve a festeggiare un dominio assoluto, animato dai giochi d’artificio, dalle bollicine di spumante e di una promessa di amore eterno. Grazie USD Rocca di Capri Leone. Io c’ero!

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