MISTER BONGIOVANNI INTERVISTATO DA GOLSICILIA.IT

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Catapultati da un insolito destino.. in Eccellenza, girone A. Il Rocca di Capri Leone al primo anno della massima serie dei campionati dilettantistici regionali, si ritrova nel girone A, nonostante il suo status da messinese. Si sa, i gironi solitamente vengono composti usando il criterio della provenienza geografica, dividendoli in girone “occidentale” e girone “orientale”. Quest’anno qualcosa non è andato secondo i piani.

Ma per il Rocca non fa alcuna differenza. E’ il suo primo anno nella massima serie e l’entusiasmo sarà l’arma che darà filo da torcere a qualsiasi squadra. Le trasferte saranno faticose, ma il sogno, lo sporto e un ambiente caldo daranno linfa ed energia alle gambe dei calciatori.

Dal 1983 (con un’altra denominazione ndr) il Rocca continua a battere record e a scrivere la storia del suo paese. Dopo aver affrontato tutta la trafila, tra 3^, 2^, 1^ categoria, poi la Promozione, adesso arriva l’Eccellenza che sarà affrontata con intelligenza e con un solo obiettivo (almeno all’inizio): la salvezza.

Mister Salvatore Bongiovanni avrà il compito di disegnare gli schemi, regalare motivazioni e creare il mix giusto all’interno del gruppo, di quei 25 titolari che si divideranno i minuti del campionato. La nostra redazione lo ha intervistato in esclusiva:

Rocca Capri Leone in Eccellenza A: cosa si prova, quali sono le sensazioni della società?

«Sensazioni positive. La squadra cresce bene e c’è entusiasmo riguardo questa nuova avventura. Per Rocca e per il Rocca sarà la prima volta in Eccellenza, crediamo di aver allestito una rosa che possa competere con tutti e su ogni terreno di gioco. Vedremo quale sarà l’impatto con la categoria di alcuni giocatori, sono molto fiducioso».

Si pensava che all’inizio poteste finire nel girone B e invece, siete finiti in quello A. Cosa cambia dal punto di vista delle avversarie e della preparazione?

«A livello di preparazione non cambia assolutamente niente. Avevamo un programma a prescindere dagli avversari e continueremo su quella strada. Certo, mancheranno i derby con le messinesi e dal punto di visto logistico non è il massimo della vita, ma per il resto credo proprio cambi davvero pochissimo».

Quale sarà l’obiettivo della squadra?

«L’obiettivo principale è quello di raggiungere una salvezza tranquilla. Non vogliamo arrivare alle ultime giornate costretti a fare risultato su campi complicati, quindi vorremmo raggiungere i famosi 40 punti il prima possibile. Tutto quello che viene in più sarà qualcosa di guadagnato. Siamo una neo promossa, dobbiamo stare con i piedi per terra. Credo però che potremo toglierci belle soddisfazioni durante l’anno».

Quali squadre temete di più e quali secondo lei, faticheranno?

«Non credo ci siano avversarie più o meno temibili, i pronostici li lascio fare a voi giornalisti che siete più bravi. Penso che nel calcio conti tantissimo l’approccio. Chiaramente ci sono squadre che sulla carta ci sono superiori e altre che ci sono inferiori, ma noi affronteremo tutti alla stessa maniera, a questa domanda risponderà la classifica di fine stagione».

Ci descriva la sua squadra: quali sono i punti di forza, quali le lacune da colmare?

«Il punto di forza di questa squadra è certamente il gruppo. Tutti sono in grado di dare una mano e al momento abbiamo 25 titolari. Piano piano si creeranno delle gerarchie, è ovvio, ma sono sincero quando dico che tutti porteranno il loro mattone alla causa. Il punto debole lo scopriremo strada facendo. Abbiamo organizzato tante amichevoli per capire in cosa e dove possiamo migliorarci, tra un paio di settimane lo sapremo con certezza».

Vuole mandare un messaggio ai vostri sostenitori?

«Ai tifosi chiedo solo di sostenerci sempre e di non scoraggiarsi se qualche volta il risultato non ci sorriderà. L’Eccellenza è un campionato difficile, loro sono abituati a stare ai vertici del campionato di Promozione ma quest’anno sarà tutto diverso. Detto questo, se avranno la pazienza di aspettarci, vedranno un bel campionato da parte del Rocca. La squadra non deluderà le loro aspettative».

Gualtiero Sanfilippo

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